sabato, marzo 15, 2008


Marco Travaglio ad "Annozero" 6/3/2008



L'astensionismo come scelta qualunquista e irresponsabile? Sbagliato. Nel mio caso l'astensione è una scelta decisamente politica. L'esercitare il mio diritto al rifiuto attivo.

Oggi non abbiamo la possibilità di una scelta seria e concreta. Abbiamo solo dei grandi discorsi (da affascinanti o ridicoli oratori del momento). Non è cosa nuova... Queste elezioni non favoriscono la sovranità popolare. Col voto oggi siamo, DI FATTO, impotenti. Nei vari schieramenti politici militano ancora parecchi personaggi molto ma molto ambigui. Con a carico avvisi di garanzia e non solo. C'è di peggio purtroppo. "Si può fare altrimenti? Scegliamo il meno peggio" Questo è quello che sento dire. Si sceglie quella gente per la guida del paese e risolvere le nostre esigenze in generale? Si sceglie questa gente a favore di una politica internazionale pulita? E' drammatico. Cambiare che cosa? Il paese? Ma per piacere...Con gli inquisiti o presunti tali, o addirittura condannati. Non dovrebbero esistere gli inquisiti alla guida del paese.... e nemmeno i presunti tali.

Aggiungiamo il fatto che l'informazione non è abbastanza esaustiva in merito; non approfondisce sufficientemente la questione. In più NON da' voce alle persone che non accettano queste condizioni. Solo attraverso fonti attendibili in rete è possibile informarsi correttamente sugli eventi. E la rete non è a portata di tutti. Non è un media di massa immediato attraverso il quale informarsi e tenersi aggiornati. Non si preme un interruttore per ascoltare le notizie della giornata. Bisogna sedersi con tempo a disposizione, e cercare ciò che interessa nei siti adeguati. Ad esempio (uno dei tanti), una signora di una certa età o un operaio con tre figli, uno stipendio da fame senza un abbonamento ADSL non può, per ovvie ragioni, accedere a quei siti per tenersi aggiornato sulla situazione. Si informano attraverso quotidiani o telegiornali DI PUNTA... nelle FASCE ORARIE di PUNTA.

Aggiungiamo che la televisione nell'ultimo decennio ha, come dire, lobotomizzato le "coscienze". Con totale mancanza di contenuti, se si escludono sporadiche eccezioni. Le voci autorevoli e imparziali sono state spesso scandalosamente "trombate", sempre per biechi motivi politici. Bisogna pensarci.

L'obiettività? Imparzialità del giornalismo serio? No. Soldi, potere, schiavismo. Caste.

Eppure la gente che protesta c'è. Eccome se c'è! Ma la vedete voi quella gente nei famosi TELEGIORNALI DI PUNTA, nelle ORE DI PUNTA?

Di chi è la stampa? Chi possiede la televisione? Lo si sa. Però penso che ci sia anche la volontà di altre persone oltre a quelle che protestano. Persone ancora fortemente dubbiose o magari tanto ingenue da NON credere al forte potere egemonico esercitato dall'informazione mediatica di massa. C'è il famoso pregiudizio secondo cui ciò che riporta la stampa è sempre veritiero e sempre incontestabile.

Quel pregiudizio toglie "la vista".

Schiavi.

Forse a causa del non volersi sentire totalmente allo sbaraglio. Il voler credere alla giustizia nell'informazione è ancora molto presente. Ma questo credere non si allinea con la verità. E' questa fiducia piuttosto disperata che il potere egemonico dell'informazione pilotata sfrutta. Su questa fiducia esso esercita tutta la sua pericolosa e indecente influenza... A PRESCINDERE dall'evidenza. Ciò è spaventoso.

L'illusione della libertà ci schiavizza. Quotidianamente. Da quando ci alziamo a quando andiamo a dormire, in ogni nostro gesto. E c'è chi ci marcia ampiamente.

Siamo "franati". Siamo in balia di teatrini mediatici assurdi. Di un'economia da brivido. Siamo in balia di buonismo da ultim'ora. Di speranze fittizie. Di commedianti da cabaret. Del più bieco servilismo. Della totale mancanza di contatto con la realtà della gente. Bus itineranti, battute infelici, sorrisi falso-speranzosi per sollevare un paese. Non basta una campagna elettorale che fa del ventilato cambiamento una base fragile alla radice. C'è stanchezza e rabbia nei confronti di leader al fondotinta gonfi solo della loro vanità, egocentrismo e avidità... più che documentati. Per sollevare il paese bisognerebbe ascoltare la voce delle persone.L 'informazione SERIA e PROPOSITIVA dovrebbe ascoltare questa voce. Abbiamo bisogno di persone con le orecchie ben aperte che si proiettano nella realtà per poi portarla seriamente in parlamento, SENZA AVER A CHE FARE CON ALTRO!

La cosa pazzesca è che tutto questo DOVREBBE essere ovvio, secondo le nostre illusioni di massa. Chiaramente non lo è.

IL MINIMO (MI-NI-MO) sarebbe che certe persone con il peso della magistratura sulle spalle, non possano sedersi su certe poltrone. Personalmente non posso affidare il futuro di mia figlia (unito ad altro) a questa gente. Conoscendo meglio certe situazioni non si può affidare il futuro di TUTTI i figli (uniti ad altro) a queste persone. Non si può affidare NULLA PER NESSUNO.

Forse dovremmo liberarci dello Stato.

A causa di tutte queste motivazioni il mio astensionismo è fortemente una scelta politica. Semplicemente perché non posso scegliere altro che l'astensionismo come scelta possibile.
Non posso scegliere. Non mi viene permesso. Forse ho sempre avuto l'illusione di averlo quel permesso. Chissà. Anche dirigendomi verso lo schieramento che IN PASSATO ha sempre raccolto il mio consenso in generale.

Forse perchè avendo sempre avuto l'illusione della libertà non sono mai stata libera.

In passato con l'illusione della libertà avevo più speranze, meno informazioni all'attivo e, diciamolo, ero un'idiota; per certi versi continuo a sentirmi un'idiota ma questa è un'altra storia.

Votando, in una direzione o in un'altra, sarei COMUNQUE complice. Darei il mio assenso a ciò che più detesto, a ciò che non mi rappresenta. Non voglio più sentirmi complice. Non voglio ESSERE complice.

In definitiva, permettendomi un paio di allegri "francesismi", mi sono ANCHE apertamente, pesantemente rotta i coglioni.

Didi
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categoria:day by day
venerdì, marzo 14, 2008
ASTENSIONE ATTIVA ED EFFICACE A NORMA DI LEGGE

Se interessa, le informazioni a norma di legge e indicazioni semplici, esaustive le trovate qui:

http://www.astensione.org/
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categoria:day by day
domenica, marzo 09, 2008
Telaio

Per lunghi tempi ho tessuto l’inganno. Tela di Penelope in attesa dei ritorni. Tu eri la trama con tutti i suoi colori, compresi quelli inaccettabili. Il mio pensiero per te il telaio. Le mie mani mai stanche erano i giganti custodi della mia pazienza.

I proci bussavano, violenti, alla mia porta. Sembravano poi voler distruggere le mura della mia ostinazione. Gridavano, inesorabili, tutta la loro rabbia e impotenza. Spaventata e fiera al contempo, disfacevo di notte la tela mostrando a me stessa il clamore bugiardo della sua disgregazione. Per poi tessere di nuovo tutti i miei inverni testardi durante giorni interminabili, cattivi compagni di un’attesa stantia.

Ripartivo da zero di nascosto, turandomi le orecchie. Col tuo vento del nord che mi urlava dentro. Con le mie visioni costantemente al tuo fianco. Determinata e incessante. Un volo ferito, sordo e caparbio.

Il mio corpo aveva addosso il silenzio ovattato dell’Oceano profondo. Ma non cedeva. Gli occhi erano capocchie di spillo perse nel mio buio insistente. La neve mi pulsava nelle tempie in attesa del calore di un’alba latitante.

Nascosta fra le pieghe del diniego ho scrutato per millenni un orizzonte vuoto.
Ho negato l’evidenza del freddo e della mia fame schiacciata. Nel filare. Nello sfilarmi infastidita, ogni vestito di dosso. Scacciando rose rosse dalla labbra, le stelle dagli occhi. Abbandonando il completo sapore delle mie porte aperte, nel fare e disfare un percorso che era null’altro che l’inganno per il cuore di un sogno esausto.

Oggi non disfo più la tela. Disfo il telaio. Accorgendomi, mio improbabile Odisseo, che a pestare i pugni contro le mie mura non erano i proci.
Ma l’interezza della mia esistenza.

© Didi
da “La Coffa e la Chiglia”
(work in progress)
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categoria:instants, eternity
domenica, marzo 09, 2008
B(r)uco

Il mio viso desidera
ruzzolare da un colle
di ginestre,
rotolare fra profumi
di una primavera esatta.

L’anelito dell’acqua
affonda nella terra
polpastrelli pretenziosi,
sfiorando, sfacciato,
la genesi del grano.

Mentre le mie nudità
bramano la veglia
del mio respiro
letargico.

© Didi
da "La coffa e la chiglia"
(work in progress)
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categoria:day by day, eternity
domenica, marzo 09, 2008
Sintesi per un re vassallo

Sbiancandoti le nocche,
tieni stretto lo scettro
delle ombre,
insegnando chiarità
dai pozzi neri.

Dispensi l’equilibrio
di una quercia
fittizia,
la maschera arrogante
del coraggio in carta
velina.

L’ermellino malato
per le tue spalle
ricurve
è lo sguardo vitreo
d’un orgoglio
morente.

Ché il tuo Nulla
fu feroce nel negarti
le Stelle,

i gioielli fuggiaschi
d’una corona dal sogno
mancato.

© Didi
da "Il divenire degli avvoltoi"
(work in progress)
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categoria:
sabato, ottobre 27, 2007
Di sangue
(Ottobre 2005)

Sai che non ho le mani abbastanza grandi. Le braccia abbastanza forti. Non sono abbastanza alta. Lo sai. Per questo sei qui. Guardo i tuoi occhi rossi dallo sguardo vitreo. Ricambiano il mio sguardo con ferocia sbronza. Che cavolo ci faccio qui nel parcheggio del pub? Con te che mi fissi in quel modo atroce? Come se non avessi mai odiato nessuna persona al mondo come odi me in questo momento. Perché? Cristo. Mi gira la testa.
“Vado a casa, devo lavorare.” Questo ho detto. Solo questo. Mi hai seguita fin qui. E adesso sono a terra. Piegata in due. Tu mi guardi con spietatezza, la solita dopo una delle tue "serate". Stai aspettando che io mi rialzi. Eccomi. Mi volevi? Eccomi, sono in piedi. Mi sanguinano le labbra, il naso… gli occhi. Anche quelli. Lacrime di sangue e di fiele verso ora, per te. Barcollo qui, ora per un “noi” crepato a suon di pugni dopo cinque anni. Lacrime di sangue mi colano addosso, insieme alle tue mani che mi strappano via la vita col loro morso rabbioso. La nostra vita. Quella che un tempo ci donammo. Mi passa di fronte agli occhi. La vedo. Provo a toccarla. Non ci riesco. So che non si lascerà mai più toccare. Lo so mentre avverto il dolore allo stomaco salirmi in bocca, deformarmi la faccia e la voce. Non lasciandomi altra scelta che l’immobilità e la paura.

“Ricordati che ti amo”. Questo mi stai sibilando all’orecchio...
“E tieni sempre a mente che avrei potuto suonartele più forte”.

Il cuore a queste parole si ferma. Qualcosa muore.
Sono io.
Anche se sono ancora viva.

Didi
da "Il divenire degli avvoltoi"
(work in progress)
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categoria:eternity
giovedì, ottobre 11, 2007

da "Un giorno di ordinaria follia"
Regia di Joel Schumacher
con Barbara Hershey, Robert Duvall, Michael Douglas

"Rick potresti servirmi tu? Mi è più facile chiamarti Rick dopo questa comune esperienza."

... e non mi dite che non avete MAI dico MAI, per un nano secondo, desiderato, accarezzato l’idea, immaginato giusto vagamente di incazzarvi in quel modo, almeno una volta, nella vostra vita,

Non me lo dite perché non ci crederei. Sarebbe un problema mio occheiocchei... ma non ci crederei.

Non mi fate i buonisti perbenisti, per cortesia.

Altrimeniti tiro fuori il fucile e v’impallino il culetto.

:))

Didi
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categoria:day by day, instants
lunedì, ottobre 08, 2007
http://www.beppegrillo.it/2007/10/i_confin...s.html#comments

Grillo ha scritto ciò che non avrei mai voluto leggere da parte sua.

Spero davvero che non stia approfittando dei consensi ottenuti dalle persone per dare voce ad atteggiamenti oppressivi e razzisti.

Ciò che ho letto mi ha deluso parecchio. No direi che parecchio è un eufemismo.

"Un Paese non può scaricare sui suoi cittadini i problemi causati da decine di migliaia di rom della Romania che arrivano in Italia."

I problemi non sono causati dai rom... ma dallo stato che non è in grado di affrontare l'emergenza immigrazione.
A partire dalla burocrazia per i permessi di soggiorno lenta, ma così lenta da far venire i brividi.

"Una volta i confini della Patria erano sacri..."

Queste frasi mi danno da pensare. Puzzano. Sono pericolosissime.

Soprattutto se penso che noi siamo stati un paese di emigranti. Ma ce ne dimentichiamo costantemente.

Conosco molti immigrati rumeni con una gran dignità e senso del dovere e la voglia di essere sereni. Conosco marocchini con le stesse caratteristiche e che si impegnano largamente per cercare di vivere tranquillamente lavorando e non facendo male a nessuno. La criminalità è un fatto umano.

Se i problemi di queste persone vengono scaricati su anziani e i più deboli che pagano le tasse... è colpa ovviamente dello stato che non riesce a sostenere questa emergenza. Velocizzando la burocrazia per permettere la ricerca di un lavoro... sarebbe un primo passo. Un immigrato senza lavoro e che magari non conosce bene la lingua deve passare per una trafila allucinante... dovendo poi pagare 70 euro per un permesso di soggiorno provvisorio per la ricerca di un'occupazione.... dove cazzo li trova i 70 euro se non ha un lavoro, fa la fame e non sa a chi rivolgeri a causa della barriera linguistica? Questo è un piccolo esempio. La punta dell'iceberg. Ce ne sono altri giganteschi con i queli sono venute personalmente a contatto in questi ultimi mesi.

Non capisco come Grillo possa avere questo atteggiamento contro queste persone... al di là del fatto che certe situazioni generino criminalità. Francamente se io facessi la fame qui in Italia scapperei per provare a mantenere mia figlia. Scapperei in quella che potrebbe essere un'illusione di una situazione migliore. Non mi vergogno a dire che arriverei a prostituirmi se non riuscissi a trovare un lavoro anche faticosissimo per darle da mangiare. In una situazione disperata ognuno di noi (a meno che non pensi di uccidersi) proverebbe a sopravvivere con ciò che ha.

Non capisco il perchè ce se la prenda con delle persone che fondamentalmente seguono il sogno di una vita migliore. Sogno che gli viene propinato da tutta quella cazzo di informazione fasulla che arriva attraverso i mezzi comunicazione.

Esagero?

Grillo, mi spiace ma mi stai dando una bruttissima sensazione. Ma proprio brutta. Visto che ora hai raggiunto quello che ben sappiamo.... la sensazione brutta è lecita leggendo ciò che hai scritto. Sono delusa.

Mah!

Vediamo se la tua sarà un'escalation di quelle che negative è dire poco. Staremo a vedere cosa cazzo combinerai.

Bho?

Didi
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categoria:day by day
domenica, ottobre 07, 2007



Un popolo può liberare se stesso
dalle sue gabbie di animali elettrodomestici
ma all’avanguardia d’America
dobbiamo fare dei sacrifici
verso il cammino lento della piena libertà.

e se il rivoluzionario
non trova altro riposo che la morte,
che rinunci al riposo e sopravviva;
niente o nessuno lo trattenga,
anche per il momento di un bacio
o per qualche calore di pelle o prebenda.

I problemi di coscienza interessano tanto
quanto la piena perfezione di un risultato
lottiamo contro la miseria
ma allo stesso tempo contro la sopraffazione

Lasciate che lo dica
mai l rivoluzionario quando è vero
è guidato da un grande
sentimento d’amore,
ha dei figli che non riescono a chiamarlo,
mogli che fan parte di quel sacrificio,
suoi amici sono “compañeros de revolucion”.

Addio vecchi, oggi è il giorno conclusivo;
non lo cerco, ma è già tutto nel mio calcolo.
Addio Fidel, oggi è l’atto conclusivo;
sotto il mio cielo, nella gran patria di Bolìvar
la luna de Higueras è la luna de Playa Giron.
Sono un rivoluzionario cubano.
Sono un rivoluzionario d’America.

Signor Colonnello, sono Ernesto, il “Che” Guevara.
Mi spari, tanto sarò utile da morto come da vivo.

Francesco Guccini
Canzone per il "Che"

...

Non bastano certo 40 anni per dimenticare.
Ci sono persone che non ti dimenticano mai.

Hasta siempre comandante.

...

Con Amore


Didi

postato da: ArabianPhoenix alle ore 22:15 | Permalink | commenti
categoria:day by day, eternity
giovedì, ottobre 04, 2007



One of these mornings

It won’t be very long

They will look for me

And I’ll be gone


(Moby & Patti LaBelle)

postato da: ArabianPhoenix alle ore 21:25 | Permalink | commenti
categoria:day by day, music flows, instants
giovedì, settembre 27, 2007
Dormivi rilassato e libero. Ti guardavo dall'alto come se volassi sul tuo respiro lento. Per poi avvicinarmi ad esso e percepirne il biancore. Nel sonno tutto il tuo corpo raccontava di una serenità finalmente conquistata.

Un guerriero vittorioso che depone le armi e riesce finalmente a dormire.

Cristo che pace. Una pace che da sempre sognavi. Piangevo commossa nello starti accanto, senza la tua consapevolezza vigile della mia presenza.

Lacrime silenziose e liberatorie; teneramente abbracciate al tuo riposo tranquillo. Lacrime fiere del loro mutismo solo per non disturbare quella pace perfetta. Così desiderata da te.
Così desiderata da me per te.

Ma poi mi sono svegliata.

Didi
postato da: ArabianPhoenix alle ore 13:40 | Permalink | commenti
categoria:instants, visions
domenica, settembre 23, 2007



Scusate, ma non ho proprio resistito.

Lui sì! Altro che voi!

postato da: ArabianPhoenix alle ore 13:00 | Permalink | commenti (2)
categoria:day by day, instants