Marco Travaglio ad "Annozero" 6/3/2008
L'astensionismo come scelta qualunquista e irresponsabile? Sbagliato. Nel mio caso l'astensione è una scelta decisamente politica. L'esercitare il mio diritto al rifiuto attivo.
Oggi non abbiamo la possibilità di una scelta seria e concreta. Abbiamo solo dei grandi discorsi (da affascinanti o ridicoli oratori del momento). Non è cosa nuova... Queste elezioni non favoriscono la sovranità popolare. Col voto oggi siamo, DI FATTO, impotenti. Nei vari schieramenti politici militano ancora parecchi personaggi molto ma molto ambigui. Con a carico avvisi di garanzia e non solo. C'è di peggio purtroppo. "Si può fare altrimenti? Scegliamo il meno peggio" Questo è quello che sento dire. Si sceglie quella gente per la guida del paese e risolvere le nostre esigenze in generale? Si sceglie questa gente a favore di una politica internazionale pulita? E' drammatico. Cambiare che cosa? Il paese? Ma per piacere...Con gli inquisiti o presunti tali, o addirittura condannati. Non dovrebbero esistere gli inquisiti alla guida del paese.... e nemmeno i presunti tali.
Aggiungiamo il fatto che l'informazione non è abbastanza esaustiva in merito; non approfondisce sufficientemente la questione. In più NON da' voce alle persone che non accettano queste condizioni. Solo attraverso fonti attendibili in rete è possibile informarsi correttamente sugli eventi. E la rete non è a portata di tutti. Non è un media di massa immediato attraverso il quale informarsi e tenersi aggiornati. Non si preme un interruttore per ascoltare le notizie della giornata. Bisogna sedersi con tempo a disposizione, e cercare ciò che interessa nei siti adeguati. Ad esempio (uno dei tanti), una signora di una certa età o un operaio con tre figli, uno stipendio da fame senza un abbonamento ADSL non può, per ovvie ragioni, accedere a quei siti per tenersi aggiornato sulla situazione. Si informano attraverso quotidiani o telegiornali DI PUNTA... nelle FASCE ORARIE di PUNTA.
Aggiungiamo che la televisione nell'ultimo decennio ha, come dire, lobotomizzato le "coscienze". Con totale mancanza di contenuti, se si escludono sporadiche eccezioni. Le voci autorevoli e imparziali sono state spesso scandalosamente "trombate", sempre per biechi motivi politici. Bisogna pensarci.
L'obiettività? Imparzialità del giornalismo serio? No. Soldi, potere, schiavismo. Caste.
Eppure la gente che protesta c'è. Eccome se c'è! Ma la vedete voi quella gente nei famosi TELEGIORNALI DI PUNTA, nelle ORE DI PUNTA?
Di chi è la stampa? Chi possiede la televisione? Lo si sa. Però penso che ci sia anche la volontà di altre persone oltre a quelle che protestano. Persone ancora fortemente dubbiose o magari tanto ingenue da NON credere al forte potere egemonico esercitato dall'informazione mediatica di massa. C'è il famoso pregiudizio secondo cui ciò che riporta la stampa è sempre veritiero e sempre incontestabile.
Quel pregiudizio toglie "la vista".
Schiavi.
Forse a causa del non volersi sentire totalmente allo sbaraglio. Il voler credere alla giustizia nell'informazione è ancora molto presente. Ma questo credere non si allinea con la verità. E' questa fiducia piuttosto disperata che il potere egemonico dell'informazione pilotata sfrutta. Su questa fiducia esso esercita tutta la sua pericolosa e indecente influenza... A PRESCINDERE dall'evidenza. Ciò è spaventoso.
L'illusione della libertà ci schiavizza. Quotidianamente. Da quando ci alziamo a quando andiamo a dormire, in ogni nostro gesto. E c'è chi ci marcia ampiamente.
Siamo "franati". Siamo in balia di teatrini mediatici assurdi. Di un'economia da brivido. Siamo in balia di buonismo da ultim'ora. Di speranze fittizie. Di commedianti da cabaret. Del più bieco servilismo. Della totale mancanza di contatto con la realtà della gente. Bus itineranti, battute infelici, sorrisi falso-speranzosi per sollevare un paese. Non basta una campagna elettorale che fa del ventilato cambiamento una base fragile alla radice. C'è stanchezza e rabbia nei confronti di leader al fondotinta gonfi solo della loro vanità, egocentrismo e avidità... più che documentati. Per sollevare il paese bisognerebbe ascoltare la voce delle persone.L 'informazione SERIA e PROPOSITIVA dovrebbe ascoltare questa voce. Abbiamo bisogno di persone con le orecchie ben aperte che si proiettano nella realtà per poi portarla seriamente in parlamento, SENZA AVER A CHE FARE CON ALTRO!
La cosa pazzesca è che tutto questo DOVREBBE essere ovvio, secondo le nostre illusioni di massa. Chiaramente non lo è.
IL MINIMO (MI-NI-MO) sarebbe che certe persone con il peso della magistratura sulle spalle, non possano sedersi su certe poltrone. Personalmente non posso affidare il futuro di mia figlia (unito ad altro) a questa gente. Conoscendo meglio certe situazioni non si può affidare il futuro di TUTTI i figli (uniti ad altro) a queste persone. Non si può affidare NULLA PER NESSUNO.
Forse dovremmo liberarci dello Stato.
A causa di tutte queste motivazioni il mio astensionismo è fortemente una scelta politica. Semplicemente perché non posso scegliere altro che l'astensionismo come scelta possibile.
Non posso scegliere. Non mi viene permesso. Forse ho sempre avuto l'illusione di averlo quel permesso. Chissà. Anche dirigendomi verso lo schieramento che IN PASSATO ha sempre raccolto il mio consenso in generale.
Forse perchè avendo sempre avuto l'illusione della libertà non sono mai stata libera.
In passato con l'illusione della libertà avevo più speranze, meno informazioni all'attivo e, diciamolo, ero un'idiota; per certi versi continuo a sentirmi un'idiota ma questa è un'altra storia.
Votando, in una direzione o in un'altra, sarei COMUNQUE complice. Darei il mio assenso a ciò che più detesto, a ciò che non mi rappresenta. Non voglio più sentirmi complice. Non voglio ESSERE complice.
In definitiva, permettendomi un paio di allegri "francesismi", mi sono ANCHE apertamente, pesantemente rotta i coglioni.
Didi
